Non aiuta di certo noi genitori non digital native il fatto che la tecnologia sforni nuovi prodotti in continuazione. Mentre ci dedichiamo a capire cosa significhi stare online per i nostri figli, loro stanno già usando un nuovo strumento, una nuova applicazione, un nuovo gioco.
Quando credo di aver stabilito un giusto equilibrio, di aver capito come funziona quello che i miei figli stanno usando perché lo facciano in sicurezza e per benino, quando finalmente mi muovo abbastanza a mio agio, ecco che spunta un nuovo social o una nuova diavoleria e io mi devo rimettere a studiare.
Per forza e a gran fatica, devo confessare. Perché io sarei anche ben contenta di quello che c’è già, che mi sembra abbastanza affinché loro si divertano.
Quando è uscito Google+ mi è venuto male. Avevo da poco capito cos’era una bacheca che mi ritrovavo catapultata in cerchie e videoritrovi. Abbiate pietà.
I due nomi mi facevano venire in mente una bolgia dantesca di festini pericolosi e a mia figlia ho detto “Non ti provare a usarlo finché non te lo dico io”.
Per fortuna il lancio di Google+ riguardava solo gli over 18 e ci ha dato tempo per usarlo e capirlo. Solo da pochi giorni Google ha rilasciato la versione per teenager, risultata da una consultazione che Google ha fatto con una serie di esperti di sicurezza online e con Connect Safely, un’organizzazione no profit dedicata all’argomento.
La versione non inibisce le funzionalità già presenti nel Google+ degli adulti, ma prevede un sistema di avvertimenti per rendere consapevoli i ragazzi di quanto stanno condividendo online e di chi potrebbe leggere o partecipare alle
loro conversazioni. Alcuni setting della privacy, poi, sono impostati automaticamente sulla scelta più restrittiva,come per esempio le informazioni del profilo.
Credo di essere pronta adesso a sedermi con mia figlia e a lasciarle aprire un account. Dovrò comunque spiegarle che i setting suggeriti si possono cambiare, ma che, se Google stesso li consiglia, forse un motivo ci sarà.

lavale3 è uno degli esperti di inFamiglia. Scopri cos’è inFamiglia e aiutaci ad arricchirlo


