Archivi per la categoria ‘Techjam’

Postato da francescodimitri
il 14/03/10
alle ore 12:43

Così vicina, così lontana. Basta alzare gli occhi in una notte chiara, e lei ò lì – e lei è il motivo per cui la notte è chiara. È la luna. Qualcosa di più di un satellite, una roccia in orbita intorno alla Terra: ispira canzoni, illumina amanti, rischiara la via. Ed è una delle grandi sfide dell’umanità. Alzi la testa e lei è lì – che tu sia in città, in campagna, in mare, lei è lì. Raggiungerla sembra un attimo. O no?

La storia dei viaggi sulla Luna è essenzialmente una storia americana. Ed è legata a filo doppio con la storia delle missioni Apollo, che inizia negli anni Cinquanta. Il Presidente degli USA era Dwight Eisenhower, che durante la Seconda Guerra Mondiale aveva guidato le truppe alleate in Europa. Fu in quegli anni che l’idea di una missione che portasse l’uomo sulla luna prese seriamente piede.

Ma una missione del genere presentava costi enormi, pericoli e soprattutto incognite. Il problema, come sempre nelle missioni spaziali, non era soltanto tecnologico, ma umano. Gli astronauti si sarebbero ritrovati in un ambiente del tutto alieno, lontani da qualsiasi aiuto. Perfino camminare sarebbe stato difficile, a causa della diversa gravità lunare. E un errore poteva costare la vita.

Dovettero passare anni prima che dalla progettazione si passasse agli esperimenti concreti, e gli inizi furono burrascosi. La missione che in seguito sarebbe stata ricordata come Apollo I finì prima ancora di cominciare – un rogo durante le esercitazioni uccise i tre astronauti che ne facevano parte.

Ma noi esseri umani siamo creature tenaci. Così di esperimento in esperimento si arrivò all’Apollo 11, che il 20 luglio 1969 portò i primi uomini sulla luna. ‘Un piccolo passo per un uomo, un grande balzo per l’umanità’: queste le famosissime parole di Neil Armstrong, il primo essere umano a toccare il suolo lunare.

All’epoca gli Stati Uniti erano ancora impegnati in una ‘corsa allo spazio’ che li vedeva contrapposti all’Unione Sovietica, e quella prima missione sembrava promettere miracoli a venire. Molti, per esempio, davano per scontato che presto sarebbe iniziata una colonizzazione della Luna su larga scala: enormi cupole avrebbero garantito l’atmosfera necessaria, e i primi coloni interplanetari avrebbero portato l’umanità su un altro corpo celeste.

Non è stato così. Dopo altre missioni di successo sono intervenuti molti problemi, alcuni di natura tecnologica, altri di natura politica: sembravano esserci questioni più impellenti delle colonie lunari, qui sulla Terra.

La NASA aveva dei piani per tornare sulla luna entro il 2020, ma di recente Obama ha tagliato i fondi. Poco dopo è seguito l’annuncio di una scoperta importante: pare che ci sia davvero dell’acqua, sul nostro satellite. E quindi costruire una base potrebbe essere più semplice di quanto si pensasse.

La storia continua: difficile dire come finirà. La luna resta un sogno sfuggente: sempre così lontana, sempre così vicina. Ma niente ci vieta di alzare gli occhi al cielo. Guardare la luna, e sognare un po’.

Postato da francescodimitri
il 08/03/10
alle ore 12:00

Oggi è la festa della donna: festa di metà del mondo, festa di metà del cielo. È una giornata allegra, fatta di cene tra amiche e mimose in regalo. Ma il suo spirito è molto serio – celebra la coraggiosa lotta delle donne, che hanno dovuto combattere per raggiungere la parità con il (cosiddetto) ‘sesso forte’. Oggi la situazione è migliorata rispetto a un tempo, ma nuove lotte non mancano mai. È sempre possibile andare avanti. In questo, il web è uno strumento prezioso.

Prendete, ad esempio, Donne in Rete una community, come si suol dire, gestita da donne per donne – e che affronta una serie di temi interessanti, nel campo della salute, del lavoro, della vita in genere. Offre supporto medico, legale e psicologico, ha un forum di discussione, organizza campagne e dà notizie. Tutto in tempi rapidissimi: all’epoca delle grandi lotte femministe un servizio del genere sarebbe stato impensabile. E impagabile.

Il web non è solo luogo di rivendicazioni sociali. Su Internet partono, o comunque trovano visibilità, anche iniziative culturali in senso più ampio. Una delle più interessanti è quella di Pink Stinks, ‘il rosa fa schifo’, una compagnia di femministe riunite… contro il rosa. Sciocco?

Non tanto. Il rosa è arrivato a connotare la femminilità in modo pressocchè assoluto. Basta farsi un giro in un negozio di giocattoli per scoprire che, mentre i ripiani dedicati ai maschietti sono pieni di colore e idee, quelli per le bambine traboccano di giochi rosa. E quanti titoli avete letto, oggi, in cui si parla di rosa? Quanti locali propongono ‘serate in rosa’? Un’identificazione così stretta tra le donne e un colore è piatta, banale. E sessista, secondo molte femministe.

E c’è di più. È sempre maggiore il numero di donne che hanno in Rete posizioni di potere. Prendete Gina Bianchini: è il CEO di Ning, un servizio che permette a chiunque di creare un vero e proprio social network. Di farsi il proprio Facebook personale.

Nel lab ne abbiamo parlato. L’idea alla base di Ning è innovativa – perché fermarsi ad avere un blog, se si può avere un intero social network? Un tempo idee del genere, nel campo della tecnologia, sarebbero state appannaggio degli uomini. Oggi non più. Bianchini è una vera rivoluzionaria: in una intervista ha dichiatato di non considerare Ning un concorrente di Facebook e Twitter: il web cambia tutto, anche le regole del mercato, e lei mira a collaborare apertamente con gli altri grossi attori in campo.

Un esempio isolato? Tutt’altro. Sapete chi ha portato Yahoo! in Europa? Una donna, Fabiola Arredondo: ha avuto un ruolo fondamentale nell’organizzarne il business e lanciarne il marchio. Di più. Il CEO di Yahoo! è Carol Bartz, un’altra donna. E giusto perché non pensiate si tratti di una sola azienda il presidente di Oracle, gigante di Silicon Valley, è una donna, Safra Catz.

Insomma: Internet pare davvero aperto a tutt’e due le metà del cielo. E noi del lab facciamo la nostra parte, o ci proviamo. Anche per questo diciamo…

…auguri!

Postato da francescodimitri
il 07/03/10
alle ore 12:00

Pandora è il posto più cool del momento. Foreste sterminate, acqua purissima, niente smog e una grande vita spirituale: ci sarebbe da farci un pensierino, se non fosse così lontano. È a qualche anno luce di distanza dall’Italia - nel sistema di Alfa Centauri, per la precisione.

Pandora è il pianeta (o meglio, il satellite) su cui è ambientato l’ultimo film di James Cameron, Avatar. E ne è il vero protagonista. La storia del film è già vista, un misto tra Balla coi Lupi e Pocahontas, i personaggi sono tagliati con l’accetta e le loro reazioni prevedibili. Non per pigrizia degli sceneggiatori – tutt’altro. Lo scopo del film è mettere Pandora al centro dell’attenzione. Pandora, con i suoi panorami incantevoli, i suoi altissimi abitanti blu, gli animali esotici e alberi grandi quanto palazzi. Grazie alla tecnologia 3D, guardando il film sembra davvero di viaggiare in un mondo nuovo.

Nuovo – ma ispirato al nostro. Anche più di quanto sembri.

La caratteristica fondamentale di Pandora è che ogni cosa sul satellite è collegata a ogni altra: l’ecosistema è una vera e propria forma di vita autonoma. I Na’vi (la popolazione indigena), le piante, gli animali, le rocce, tutto fa parte di una forma di vita collettiva. È una sorta di Internet in formato planetario, dotato di coscienza e volontà.

E non è soltanto fantascienza. C’è una seria ipotesi scientifica, la cosiddetta ipotesi Gaia, secondo cui anche il nostro pianeta funzionerebbe così.

Nella mitologia classica Gaia è il nome della dèa della Terra, la Grande Madre primordiale cui tutti siamo legati. Lo studioso James Lovelock è stato il primo a proporre su basi scientifiche l’idea che Gaia sia un’entità reale. In pratica il nostro pianeta sarebbe un’entità organica, un vero e proprio corpo in grado di auto-regolarsi, come fa il corpo umano ogni giorno. Terremoti, inondazioni, cambiamento di temperatura: tutto fa parte dei meccanismi che usa Gaia per sopravvivere.

Il problema, secondo Lovelock, è che a un certo punto siamo arrivati noi. Gli esseri umani sono entrati in competizione con Gaia, cercando di sfruttarla invece di vivere in sintonia con lei. E quindi hanno iniziato a distruggerla, inquinandone l’aria, avvelenandone i mari, abbattendone le foreste. Poco a poco abbiamo devastato quei fondamentali meccanismi di sopravvivenza. Gaia reagisce come può, ma una volta che l’equilibrio è stato rotto, le conseguenze potrebbero essere catastrofiche.

L’ipotesi Gaia è molto amata dagli ecologisti, anche perché invita alla ricerca di soluzioni globali ai problemi causati dall’inquinamento. E Pandora, un paradiso naturale, è la versione cinematografica di quest’idea. Il film di Cameron ha un forte messaggio ecologista: dobbiamo vivere in sintonia con il mondo in cui siamo, per il bene di tutti.

È un messaggio importante. Non trovate?

Postato da MatteoVita
il 06/03/10
alle ore 12:01

Ciao a tutti, ecco le notizie di oggi

Il decreto Romani - Lunedì scorso il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva il decreto legislativo Romani in materia di media televisivi. Resta tuttavia ancora qualche dubbio sulle sorti di YouTube, che non sembra direttamente escluso dalle eccezioni. Cliccate qui per leggere l’intero testo del decreto.

Social network per il terremoto - Dopo Haiti, anche in occasione del tragico terremoto in Cile internet e i new media cercano di dare il proprio contributo. Dal momento che nel paese sudamericano le linee telefoniche sono interrotte, per molti i social network sono diventati uno dei mezzi principali per ottenere aggiornamenti o mettersi in contatto con persone da cui sono stati separati a causa del sisma.

Questo è tutto per oggi, alla prossima puntata.

Postato da MatteoVita
il 01/03/10
alle ore 13:59

‘De gustibus non disputandum est’, dicevano gli antichi. Ovvero: sui gusti non si discute. Questo è ancor più vero quando si parla di musica, e di come, quando e dove ascoltarla. In questo vox populi vi abbiamo quindi chiesto: qual è il momento ideale per sentire la vostra canzone preferita?

Postato da francescodimitri
il 28/02/10
alle ore 13:23

Una mattina ti svegli in ritardo, perché la sveglia non ha funzionato. Controlli: il display luminoso sembra morto. Sai che è tardi perché la luce è diversa dal solito, vuoi sapere che ora è – vuoi sapere quanto sei nei guai con il tuo capo. Cerchi l’orologio. Le lancette sono immobili, ferme a mezzanotte. E qui cominciano i guai. Come si vive in un mondo senza tecnologia?

Sarebbe sbagliato pensare che ‘tecnologia’ e ‘vita quotidiana’ siano due cose diverse. Non lo sono mai state, ma oggi lo sono meno che mai: senza tecnologia tutto il nostro mondo, tutta la nostra società, semplicemente non esisterebbero.

Pensa a come continueresti la giornata cominciata in modo tanto strano. Provi ad accendere i riscaldamenti,  ma non funzionano. Né funziona la luce – devi aprire tutte le finestre per riuscire a muoverti nella tua stessa casa. Inizi a preoccuparti e accendi la televisione. Ci provi, almeno – non funziona neanche lei (e magari questo è un bene!). Internet, pensi allora, non mi tradirà. Ma il computer è muto come tutto il resto.

Adesso sei davvero preoccupato, e provi a telefonare a un caro amico. Il tuo telefono fisso non dà segni di vita, e neanche il cellulare.

Decidi di uscire. Prima però devi farti cinque piani a piedi – niente ascensori. Quando provi a mettere in moto la macchina, non senti neanche il clic dell’accensione. A questo punto quasi te l’aspettavi.

Vai nel cortile del tuo condominio a prendere la bicicletta. Anche quella è una tecnologia, in senso stretto, ma è molto semplice ed è ancora utilizzabile. La usi per andare a casa del tuo amico – e arrivi sudato e ansimante. Andare in palestra non è niente, in confronto a una vera pedalata. Suoni al citofono del tuo amico, ma ovviamente non funziona. Ti fai altri quattro piani a piedi, esausto, e bussi alla sua porta.

Nessuno risponde.

Probabilmente è uscito anche lui, ma senza cellulare, come farai a rintracciarlo? Ti eri dimenticato di quanto fosse difficile tenersi in contatto, prima dell’arrivo dei telefonini. Magari ti è venuto incontro, pedalando lungo un’altra strada, e vi siete mancati per un pelo.

Sospiri e ti rifai i quattro piani, scendendo. E adesso? Adesso devi capire cosa succede, perché è chiaro che c’è un problema grosso.

Ed è solo l’inizio. Senza radio, televisione e Internet, come faranno a viaggiare le notizie? Se anche qualcuno a Roma scoprisse qual è il problema, come farebbe a dirlo ai milanesi (o anche ai romani che vivono a tre isolati di distanza)? E quanto ci metterà il cibo ad andare a male, nei frigoriferi ormai inutili? Come fare a conservare carne e verdure, in una grande città? Per non parlare degli ospedali, e dei problemi che avranno.

Per fortuna è solo uno scenario da fantascienza. Ma può servirci a ricordare quanto importante sia la tecnologia ai giorni nostri. È molto più di un giocattolo, è parte integrante del nostro mondo. Ed è anche per questo che, qui nel lab, ci entusiasma tanto.

Tutto sta a usarla responsabilmente, non trovate?

Postato da MatteoVita
il 27/02/10
alle ore 12:00

Ciao a tutti, ecco l’intervista realizzata con il celebre giornalista Luca Sofri a proposito della sua attività di blogger. Tra i temi trattati i motivi dell’apertura (da precursore) del suo primo blog, il controverso rapporto tra attività giornalistica e scrittura per internet, perchè l’attività di blogger gli ha cambiato la vita, e infine come diventare un blogger di successo.

Postato da MatteoVita
il 26/02/10
alle ore 12:00

Ciao a tutti, ecco le notizie di oggi in sintesi:

Google dona 2 milioni a Wikipedia- Come noto l’enciclopedia user generated Wikipedia sopravvive grazie alle donazioni degli utenti o di generose società e associazioni. In questo modo l’enciclopedia online nel 2009 ha raccolto 8 milioni di dollari. Secondo indiscrezioni a gennaio 2010 Wikipedia ha già incassato un assegno da due milioni di dollari, donati dal ‘fratellone’ Google. La domanda ora è: con quali obiettivi?

Avatar home 3D - Avatar è sicuramente uno dei film più attesi per l’home video 2010, e non tarderà ad arrivare. La notizia interessante riguarda soprattutto la versione Blu-ray 3D. Sarà l’ormai celebre saga di Pandora, a inaugurare l’era dei film a tre dimensioni tra le mura di casa?

Il trailer del matrimonio - Quando è arrivato il momento di annunciare il proprio matrimonio a parenti e amici, una giovane coppia australiana ha deciso di produrre un vero e proprio videoclip cinematografico che raccontasse la loro storia d’amore. Realizzato con attenzione a ogni minimo dettaglio il video è diventato subito un tormentone virale online, con quasi un milione di visite in pochi mesi. Chissà se si presenteranno tutti anche al banchetto nuziale…

Ciao a tutti, alla prossima puntata!

Postato da MatteoVita
il 24/02/10
alle ore 12:18

Vi è mai capitato di avere l’impressione di sparare per primi, invece è il nemico a farvi fuori? La risposta potrebbe essere in questo video. Già, perché i televisori (chi più chi meno), soprattutto quelli di ultima generazione, hanno dei ritardi tra ‘input’ ed effettiva visualizzazione delle immagini sullo schermo. Gli amici di DDAY li hanno misurati. Vedere per credere.

Postato da MatteoVita
il 22/02/10
alle ore 12:31

Ciao a tutti, ecco le notizie di oggi in sintesi:

Problemi di Buzz. Tutti coloro che hanno un account Gmail, aprendo la posta non molti giorni fa si sono ritrovati davanti la pagina di presentazione di Buzz. Tra le numerose critiche al nuovo servizio di social networking lanciato da Google, la più ricorrente riguarda la scarsa considerazione di alcune regole sulla privacy. Facendo le sue scuse il manager di prodotto Todd Jackson, ha affermato: “Stiamo lavorando sodo per migliorare le cose sulla base del vostro feedback”. Staremo a vedere.

Diritti SIAE anche sui cellulari. Un decreto del ministro per i Beni e le Attività Culturali ha introdotto l’obbligo di versamento dei diritti Siae su tutti i supporti di memorizzazione digitale: compresi cellulari e smartphone. La novità pare abbia preoccupato diversi commercianti, che già in passato avevano sperimentato gli effetti della tassa introdotta in Italia sui cd e i dvd vergini. I clienti non l’avevano digerita, e piuttosto che pagare più di un euro per un dvd vuoto in Italia, si sono rivolti a negozi stranieri su internet, dove lo stesso oggetto costa anche il 75% in meno.

Musica online in crescita. Fimi-Confindustria ha reso noti i trend del mercato discografico italiano relativi all’anno 2009. I dati confermano l’estrema vivacità del settore della musica online, cresciuta del 27% in un anno, pur in una situazione di decisa sofferenza dell’intero comparto. Complessivamente il mercato musicale italiano, tra fisico e digitale, nel 2009 ha fatturato144 milioni di euro, contro i 178 milioni del 2008. Le vendite di cd e dvd musicali hanno perso ancora il 24%, attestandosi a 123 milioni di euro.

Ciao a tutti, alla prossima puntata.

Postato da MatteoVita
il 21/02/10
alle ore 12:00

I social network, soprattutto in versione mobile, sono diventati ormai un elemento imprescindibile della nostra vita quotidiana. Di questo se ne sono accorti anche gli uomini marketing delle principali aziende, i quali stanno cominciando a sondare questo nuovo terreno di contatto con gli utenti. A questo proposito sentiamo i pareri di alcuni professionisti del settore raccolti durante il Forum 2010 sulla Comunicazione Digitale.

Postato da MatteoVita
il 16/02/10
alle ore 13:04

Uno dei temi toccati durante il Forum 2010 della Comunicazione Digitale (10 febbraio, Palazzo Mezzanotte, Milano) è stato se e come le nuove tecnologie digitali modificheranno la nostra vita quotidiana. E di conseguenza, quali dovranno essere le strategie degli operatori del settore. Ecco i pareri di Giuliano Noci, professore di marketing del Politecnico di Milano, Giampaolo Rossi, presidente Rai Net e Carlo Rossanigo, direttore comunicazione Microsoft Italia.

Postato da francescodimitri
il 13/02/10
alle ore 19:28

San Valentino è qui. E Cupido cosa fa? Un tempo lanciava frecce, oggi si è convertito alle email. Molto più efficaci  e meno pericolose. E poi vuoi mettere la comodità: colpiscono da più lontano di una freccia vecchio stile. C’è chi dice che Internet ha ucciso il romanticismo. Sarà vero? Noi crediamo di no. Certo, l’amore, come tutti gli altri aspetti della nostra vita, è molto cambiato ai tempi del web. Ma non è morto – è solo diventato 2.0.

Prendete i matrimoni, per esempio. Nei giochi di ruolo online (come World of Warcraft) è piuttosto comune che dei personaggi si ‘sposino’ tra loro, con tanto di cerimonia. È possibile comprare anelli, fuochi d’artificio, vino e cibo per gli ospiti – e ci sono addirittura degli articoli su come organizzare al meglio la cerimonia.

Qualcuno dirà: non c’è niente di romantico, è soltanto un gioco. È vero solo in parte. Alcuni di questi matrimoni diventano ‘reali’ a tutti gli effetti, perché persone che si sono conosciute in Rete decidono di incontrarsi di persona. E se son rose, come si suol dire, fioriscono.

Un esempio? La fantastica storia di Kelly Katrina Hildbrandt e Kelly Carl Hildebrandt. Hanno lo stesso nome, ma sono un uomo e una donna. E si sono conosciuti su Facebook per puro caso, quando lei, annoiata, ha cercato sul social network persone con il suo stesso nome, tanto per passare il tempo. Ha incontrato così Carl, e a quanto pare erano proprio rose – che sono fiorite in un matrimonio.

Agli albori di Internet incontrare persone online era considerata una cosa stravagante, quasi eccessiva. Oggi, quando il web è diventato un aspetto come un altro delle nostre vite quotidiane, è molto più normale – anche se, ovviamente, occorre fare attenzione. Dopotutto non possiamo avere la certezza di chi ci sia davvero oltre lo schermo.

Il web, comunque, non aiuta soltanto a trovare l’amore, ma anche a farlo crescere. Con San Valentino in agguato, offre spunti e possibilità di regali all’ultimo minuto.

Un consiglio? Un weekend per coppie in una SPA. Romantico, di sicuro effetto per lui e per lei, e interamente prenotabile via Internet.

Parlando di romanticismo: una rapida ricerca su Google ci aiuta a trovare ricette per cene romantiche o, se la giornata consente, per organizzare un picnic dell’ultimo momento. Se siete dei romantici e al tempo stesso dei fanatici della natura, si pone un problema: regalare fiori è bello, ma reciderli dispiace. Potreste optare per una rosa virtuale: regalandola non danneggiate nessuna (vera) rosa.

È il tempo dell’Amore 2.0, quindi. Basta non finire come questi sposi che (per fortuna solo per scherzo) aggiornavano le loro pagine online durante la (reale) cerimonia

Postato da MatteoVita
il 12/02/10
alle ore 12:00

I motivi per cui una persona può aprire un blog sono infiniti. Si va dal volersi tenere in contatto con i propri genitori durante un viaggio, alla necessità di dialogare con i lettori dei propri libri. Infiniti, e ancora diversi, sono gli usi e gli esiti che un blog può avere, senza che il suo autore quasi se ne accorga. Queste (ed altre) le riflessioni emerse dal nostro ‘giro di microfoni’ tra blogger realizzato durante l’evento BlogTheatre.

Postato da MatteoVita
il 10/02/10
alle ore 12:00

Il convegno sul marketing attraverso device mobili organizzato lo scorso 28 gennaio dal Politecnico di Milano, si ‘intitolava’ ironicamente: “Marketing, ti presento il mobile”, come a dire che in quella occasione due mondi del tutto estranei si sono incontrati per la prima volta. Forse non è proprio così. Di sicuro però, anche secondo quanto affermato ai microfoni del Vodafone Lab da Massimiliano De Carolis, head of business development and mobile adv Vodafone, e Andrea Boaretto, responsabile della ricerca dell’Osservatorio Mobile Marketing del Politecnico di Milano, il mobile marketing è un mondo ancora tutto da esplorare. Ben venga dunque, qualsiasi nuova occasione di incontro.

Postato da MatteoVita
il 03/02/10
alle ore 18:35

Ciao a tutti, ecco le notizie di oggi in sintesi.

IPad Nano? - A pochi giorni dalla presentazione ufficiale dell’Ipad, già si parla di quello che potrebbe essere il prossimo prodotto Apple: l’iPad Nano. Secondo le indiscrezioni, il dispositivo sarebbe già in mano a un’ampia community di beta tester per valutarne le funzionalità. Per ora, in ogni caso, il condizionale è d’obbligo.

Navigare mobile - La versione mobile di Firefox, meglio nota col nome di Fennec, è giunta alla versione 1.0, riuscendo dunque a raggiungere quei livelli di stabilità e funzionalità necessari per un utilizzo su larga scala. Il limite, per ora, sembra essere il fatto che Fennec può girare solo su piattaforme Maemo, in particolare sull’N900 di Nokia. I possessori di device con altri sistemi operativi dovranno attendere.

C’è la crisi. Luna addio - Secondo quanto riportato dai media americani, le mire spaziali degli Stati Uniti rischiano di subire un ridimensionamento epocale. I 18,7 miliardi di dollari che Obama dovrebbe stanziare, non permetteranno il proseguimento dei progetti rivolti a Luna e Marte, ma serviranno per consolidare la fitta rete di satelliti già esistenti e orbitanti intorno alla terra. Occhi rivolti non più allo spazio dunque, ma ai problemi del nostro pianeta.

Questo è tutto, alla prossima puntata!

Postato da francescodimitri
il 31/01/10
alle ore 12:47

In principio ci fu H. G. Wells. Non fu il primo a parlare di viaggi nel tempo, ma fu quello che li rese famosi: con il suo romanzo La Macchina del Tempo creò uno dei più grandi argomenti della fantascienza di tutti… i tempi (è il caso di dirlo). Della fantascienza, e non solo. È davvero possibile il viaggio nel tempo?

Possibile o no, di certo è problematico, e tra i problemi quello dei ‘paradossi’ è il più esplorato. Pensateci: se un uomo torna indietro nel tempo e ruba i piani per la macchina del tempo, in modo che non venga mai inventata… che succede? In teoria, senza macchina del tempo, quell’uomo non può tornare indietro. Ma se non torna indietro, allora la macchina del tempo viene inventata. E quindi lui può tornare indietro a rubare i piani. Eccetera, in una vertigine infinita.

Sembra una sciocchezza, una specie di gioco enigmistico, ma non lo è. Le nostre idee scientifiche sono basate in gran parte sul concetto di causa ed effetto, messo in crisi da paradossi del genere. C’è chi sostiene che questo problema sia risolto dagli universi paralleli: ogni viaggio nel tempo darebbe vita un universo parallelo. E quindi la macchina del tempo dell’esempio di prima smette di esistere in un nuovo universo, ma esiste ancora in quello vecchio.

C’è un’altra, famosa, obiezione al viaggio nel tempo. L’ha formulata il fisico Stephen Hawking – considerato da molti l’Einstein dei nostri giorni. L’obiezione è questa: se nel futuro qualcuno inventerà il viaggio nel tempo, avremmo già ora tra i piedi molti viaggiatori che vengono, appunto, dal futuro. Come dire: se inventi l’automobile andrai pure da qualche parte.

A questa obiezione ci sono molte risposte, alcune delle quali date da Hawing stesso. Tanto per cominciare, e banalmente, magari i nostri bisnipoti sono tipi prudenti, evitano di viaggiare troppo e stanno attenti quando lo fanno. Un’altra risposta è che il viaggio sia possibile solo in determinati punti, e per viaggiare nel tempo occore prima raggiungere, nello spazio, quei punti.

Insomma: al giorno d’oggi gli scienziati sono almeno cautamente possibilisti. Almeno in teoria. È stato proprio Einstein ad aprire qualche barlume di speranza, sostenendo, nella sua teoria della relatività, che il tempo è appunto relativo, e quindi modificabile in qualche modo.

In effetti è stato proprio Einstein a immaginare un famoso modo di viaggiare nel tempo. Secondo la sua teoria, su un’astronave che marcia a velocità vicine a quella della luce il tempo scorre molto più lentamente che sulla terra. Quindi facendo un giretto su quest’astronave e poi tornando a casa, ci troveremmo nel futuro. Il problema è che a quel punto non si potrebbe tornare indietro: non un grande affare, insomma, per chi vuole raccontare il viaggio agli amici.

Altre teorie, ancora più complesse, sostengono l’esistenza di punti in cui lo spazio-tempo descritto da Einstein sarebbe, per così dire, ‘bucato’. Sarebbe così possibile passare da un punto all’altro, da un tempo a un altro. Sono studi basati su serissime equazioni, che però niente hanno da invidiare alla fantascienza.

E voi labbers: potendo tornare indietro nel tempo, cosa cambiereste?

Postato da MatteoVita
il 28/01/10
alle ore 16:30

Ciao Labbers, ecco le notizie di oggi in sintesi

13,2 milioni di Italiani in cerca di news - Secondo l’ultima analisi Nielsen sulle abitudini degli utenti internet italiani, dopo un 2008 segnato dal fenomeno di community, blog e social network, il 2009 è stato l’anno della ripresa delle news online, dell’esplosione dei siti di giochi e scommesse, e del continuo incremento dei video, tra i siti con maggiore traffico Corriere della Sera, Repubblica, Ansa e La Stampa.

Desktop 3D - Già lanciato lo scorso anno in versione Windows, BumpTop, il desktop a tre dimensioni, arriva ora con una nuova versione completamente riscritta e ridisegnata per Mac.  L’idea è sicuramente affascinante. In molti però, ad oggi, pensano si tratti semplicemente di bell’effetto speciale privo ’sostanza’. Vedremo se e come potrà effettivamente velocizzare e facilitare processi e tempi di lavoro.

SMS ‘controllati’ in Cina - Che il governo cinese non si faccia molti scrupoli nell’intervenire nella vita privata dei cittadini non è una novità. Ora è la volta degli sms. L’intento dichiarato è quello di contrastare vessazioni sessuali e pornografia. Confidiamo che non si tratti di uno strumento finalizzato alla limitazione della libertà personale.